Menti è la seconda raccolta di poesie di Alice Cupani. Com’è facilmente intuibile, il titolo ha una doppia connotazione, essendo sia verbo che sostantivo. Il sostantivo fa riferimento soprattutto alle menti femminili, che sono le vere protagoniste del libro. Il verbo, invece, può essere sia un invito che un’amara constatazione, ma in ogni caso allude prettamente alla sfera maschile. E proprio in questa dualità, in questo confronto tra uomo e donna, risiede il cuore pulsante di queste poesie.
Si tratta di componimenti brevi, diretti, che si spogliano di facili orpelli per arrivare a cogliere un concetto, un’immagine, un piccolo momento di vita. Gli articoli sono pochi e il ritmo è dato non tanto dalla punteggiatura, quanto dalla scansione dei versi: artefici utili a rendere i testi scorrevoli, ma che non devono trarre in inganno. Le parole della giovane autrice, infatti, meritano una seconda e una terza lettura, poiché spesso nascondono significati sotterranei e riferimenti ad altre parti della raccolta, che si presenta in maniera coerente e ragionata.
Lettera dopo lettera, diventa sempre più chiaro come, nell’ambivalente relazione tra uomo e donna, ad emergere sia proprio quest’ultima. Non per nulla, in una delle ultime poesie, il soggetto femminile viene esplicitamente invitato a prender parola, dal momento che il suo silenzio rappresenta una “condanna”. Questo desiderio non può essere soddisfatto, dal momento che la “Donna” (esatto, con la “D” maiuscola) a cui vien fatto riferimento è confinata nella cornice di un quadro. Per fortuna però ne esistono altre, ben più reali, che ogni giorno decidono di parlare, di scrivere, di farsi ascoltare. Questo libro ne è un ottimo esempio.
Autore: Emmanuel Beccarelli


