L’industria cinematografica hollywoodiana è ben conosciuta a livello mondiale non solo per la gran quantità di film che produce ogni anno, ma anche per i suoi attori eccezionali, che hanno la capacità di trasformarsi completamente per un ruolo, immedesimandosi in un determinato personaggio e facendolo proprio.
Tra gli attori più conosciuti per questa abilità abbiamo Tilda Swinton, Christian Bale e soprattutto, Meryl Streep.
Forse il caso più eccezionale e famoso è proprio quello della leggendaria attrice americana, che in quasi cinquant’anni di carriera ha raccolto una copiosa somma di ruoli e progetti tra loro molto diversi. È infatti presente in film drammatici e romantici, thriller e commedie, fino ad arrivare a musical e war-movies.
Tra i progetti più popolari a cui ha preso parte troviamo Kramer contro Kramer (1979), I ponti di Madison County (1995), Il diavolo veste Prada (2006) e The Iron Lady (2011).
In ogni ruolo da lei interpretato, ci dimostra la sua capacità di metamorfosi, che non comprende solo il lato estetico, con trucco, postura e movimenti, ma anche un lavoro dietro alla voce, al tono, all’accento e al ritmo del parlato, elementi fondamentali per rendere ogni personaggio più reale e tridimensionale, grazie anche allo studio della psicologia.
La sua versatilità comprendere figure di potere, personaggi traumatizzati, ma anche donne più semplici e comuni. Streep non si limita a interpretare un personaggio, ma lo diventa a tutti gli effetti.
Tra i film che rappresentano al meglio questa sua capacità ricordiamo Kramer contro Kramer, dove Streep fa la parte di una donna, moglie e madre, alle prese con un difficile divorzio e la lotta per l’affidamento del figlio. Questo ruolo le ha permesso di dimostrare la propria abilità di raffigurare i conflitti interiori ed emotivi e le è valso il suo primo Oscar come Miglior attrice non protagonista.
In La scelta di Sophie (1982), Streep veste i panni di una sopravvissuta all’Olocausto. La sua trasformazione è totale, dall’accento polacco impeccabile alla rappresentazione del trauma e del senso di colpa. Anche per questa interpretazione ha ottenuto l’Oscar come miglior attrice protagonista.
Con I ponti di Madison County, Streep dà vita al personaggio di Francesca Johnson, una donna comune che attraversa un periodo di profonda crisi sentimentale. La metamorfosi avviene attraverso sguardi, silenzi e gesti minimi, pieni di significato. Per questo ruolo ha ottenuto una candidatura agli Oscar e la vittoria di un Golden Globe.
Nel film cult del 2006, Il diavolo veste Prada, l’attrice interpreta l’iconica Miranda Priestly, figura glaciale e influente nel mondo della moda. La metamorfosi sta nelle micro-espressioni, nel tono di voce controllato e nella presenza scenica dominante. Anche per questo ruolo ha ottenuto un Golden Globe e una candidatura agli Oscar.
Infine, in The Iron Lady (2011), Streep interpreta Margaret Thatcher, uno dei ruoli più complessi della sua carriera, come da lei stessa dichiarato in un’intervista. La trasformazione non coinvolge solo il trucco e l’accento, ma anche la postura, la gestualità e, soprattutto, una attento studio necessario a comprendere la psiche di una leader politica realmente esistente. Per questa interpretazione ha ottenuto l’Oscar come Miglior attrice protagonista, oltre a un Golden Globe e a un BAFTA.
In totale, in quasi mezzo secolo di carriera, Meryl Streep ha collezionato 21 candidature agli Academy Awards (di cui 3 vittorie), 9 Golden Globe vinti su oltre 30 nomination, 2 BAFTA e numerosi altri riconoscimenti, tra cui 3 Emmy e 2 SAG Awards. Tutto ciò fa di lei una delle attrici più premiate e influenti della storia di Hollywood.
Autrice: Verona Limiti


