In fondo mancava solo lui: il Papa. Da quando ha fatto il suo ingresso sulla scena internazionale, Donald Trump ha sminuito e attaccato frontalmente ogni possibile figura di rilievo che minacciasse il suo assoluto protagonismo. Si è partiti dai leader politici, è ovvio: prima i suoi contendenti alle primarie, poi quelli alle presidenziali. C’era chi pensava che, una volta raggiunto il vertice, questo bisogno compulsivo di primeggiare si placasse. Invece, dall’alto della sua carica, le accuse si sono fatte ancor più feroci e non hanno risparmiato nessuno: presidenti e ministri stranieri, magistrati, giornalisti e, più di recente, anche attori e musicisti (Bruce Springsteen è una “prugna secca”, Robert De Niro ha “un QI molto basso” e Taylor Swift, a quanto pare, “non è più hot”).
Ora è il turno di Leone XIV, che il presidente degli Stati Uniti ha definito “troppo liberal”, “debole” e “pessimo in politica estera”. Parole inaspettate, soprattutto se si pensa che Prevost è il primo Papa statunitense della storia. Ma forse il punto è proprio questo: laddove con il gesuita argentino Papa Francesco ci si aspettava fin dal principio una situazione di scontro, con “Leo from Chicago” (che tifa per i White Sox e ama i Blues Brothers) Trump sperava probabilmente di avere vita più facile. Speranze che sono state presto deluse: il nuovo pontefice prima ha rifiutato l’invito del vicepresidente Vance a partecipare alle celebrazioni del 4 luglio, poi si è detto contrario al Board of Peace proposto dal governo statunitense e, infine, si è espresso duramente contro la guerra in Iran.
Una volta capita l’antifona, Trump ha fatto ciò che gli riesce meglio: provocare. Dopo le dichiarazioni riportate sopra, ha pubblicato sul suo social Truth un’immagine creata dall’AI che lo rappresenta nei panni di Gesù guaritore, attorniato da bandiere a stelle strisce, aquile testabianca, statue della libertà e qualsiasi altro simbolo americano vi possa venire in mente. Tutto questo per poi negare, sminuire, ritrattare: intervistato a distanza di poche ore, il capo della Casa Bianca ha dichiarato che si tratta semplicemente di un ritratto di sé stesso come dottore, motivato dal fatto che anche lui “fa stare meglio le persone”. Ma intanto il dado è tratto, la polemica è avviata e, ancora una volta, Trump è l’assoluto protagonista.
Autore: Emmanuel Beccarelli


