Lunedì 20 luglio, il senatore della Lega Claudio Borghi ha proposto una modifica alla legge sulla legittima difesa, che prevederebbe il superamento del principio di proporzionalità della reazione rispetto all’offesa. È chiaro come questa proposta sia una conseguenza diretta della condanna definitiva di Mario Roggero, gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo mentre questi erano in fuga, dopo aver tentato un furto nel suo negozio.
La legittima difesa è disciplinata dall’articolo 52 del Codice penale, il cui testo originario risale al 1930. In quasi un secolo, la legge è stata modificata in maniera significativa solamente due volte, entrambe su spinta leghista. La prima nel 2006, durante il terzo governo Berlusconi, quando è stata introdotta la cosiddetta clausola “domiciliare”: nel caso di un’intrusione in casa o sul luogo di lavoro, la reazione di chi detiene legalmente un’arma è sempre considerata proporzionata. La seconda modifica risale invece al 2019, durante il primo governo Conte, e consiste essenzialmente in un rafforzamento della clausola di cui sopra: chi anche dovesse superare i limiti consentiti dalla legittima difesa, nel caso di un’intrusione nella propria proprietà privata, non è punibile qualora abbia agito in uno “stato di grave turbamento”.
A una lettura superficiale, verrebbe dunque da chiedersi per quale motivo Roggero sia stato condannato a quasi 15 anni di detenzione. Presto detto: secondo l’articolo 52, si può parlare di legittima difesa soltanto nel caso in cui questa serva a respingere il “pericolo attuale di un’offesa ingiusta”. Ed è proprio sull’aggettivo “attuale” che si sta concentrando il dibattito pubblico di questi giorni. Il gioielliere, infatti, non è stato punito per il semplice fatto di aver ucciso due dei rapinatori, ma per averli uccisi mentre questi stavano fuggendo, dunque in un momento in cui non rappresentavano più un pericolo attuale.
Ciò che la Lega propone, quindi, è di eliminare quel cruciale aggettivo nel caso di un’intrusione violenta in casa o sul luogo di lavoro, rendendo molto più ampio il concetto di difesa legittima. Ovviamente le critiche non hanno tardato ad arrivare e hanno diviso anche la maggioranza: mentre Fratelli d’Italia tergiversa, Forza Italia si oppone con decisione, invocando l’incostituzionalità della proposta, insieme a quasi tutti i partiti di opposizione. L’unica eccezione è rappresentata da Futuro Nazionale, che al contrario ritiene il disegno di legge fin troppo debole e ribatte con uno tutto suo, ancor più radicale, che prevederebbe di passare dal concetto di “pericolo attuale” a quello di “pericolo percepito”.
Insomma, lo scontro è aperto e il tema è più caldo che mai. Voi da che parte state?
Autore: Emmanuel Beccarelli



Concordo con la Redazione. In sostanza esiste una incapacità di restare nei dovuti ruoli per agire con lucidità e correttezza. Tutti giocano al gioco di parte...e stiamo vedendo a cosa porta.
Di solito si dice "non c'è due senza tre" ma se si tratta della lega anche solo una volta è di troppo. Ogni modifica sembra una calamita per elettori dalla dubbia consapevolezza e incostituzionale