I boschi dell’amena valle del Ticino sono il regno del silenzio e della tranquillità, sono un posto dove poter far due passi portandosi appresso i fedeli amici a quattro zampe.
Il vostro Picchio, svolazzando sopra queste oasi di pace, nota spesso la presenza di escursionisti, ciclisti, podisti, cercatori di funghi, animali e bambini, soprattutto nella bella stagione, momento dove la natura mostra tutto il suo splendore: un vero inno alla vita.
Tutto bello, tutto idilliaco. Tutto?! Quasi…
Durante uno dei suoi frequenti svolazzi di perlustrazione, l’alato giornalista è stato spettatore di uno spiacevole incidente accaduto un mese fa.
Poco oltre il piccolo canale che collega le lanche al tratto di fiume che bagna Besate, un uomo con la figlia e due cani al guinzaglio, una giovane setter e una vecchiarella Fox, sono stati aggrediti da due American staffordshire terrier fulvi, che scorrazzavano liberi per i sentieri del parco.
Uno dei due, un maschio, si è avventato sul quartetto che ha cercato rifugio nel fitto del bosco. Purtroppo, l'anziana terrierina, per motivi legati all’età, non è stata abbastanza lesta ed è stata afferrata per il collo. Fortunatamente il proprietario non si è fatto intimorire e con un deciso calcio in fronte (benedetti siano gli scarponi) ha costretto l’assalitore a mollare la presa, facendolo arretrare con il tono deciso della voce. Con tutta probabilità il cane era abituato a rispondere ai comandi e con la compagna è ritornato sui suoi passi, scomparendo alla vista. Il Picchio ha lasciato il quartetto diretto a passo di corsa verso il territorio mottese, con la piccola cagnolina in braccio all'uomo.
Dopo il fattaccio, come spesso accade, le voci sono passate velocemente di bocca in bocca e si è saputo che, per fortuna, l'aggredita se l'è cavata con quattro punti di sutura e una massiccia dose di antibiotici, la ragazza e il setter con un grosso spavento e l'uomo con una terribile incazzatura.
Scusate il gioco di parole ma l'accaduto non è caduto nel vuoto, perché quest'ultimo ha provveduto a segnalarlo non solo ai carabinieri della stazione locale, ma anche alle guardie zoofile e ai servizi veterinari della ATS che, basandosi sulla descrizione dei cani e sulle informazioni ricavate dall'anagrafe canina, sono risaliti ai probabili proprietari degli amstaff.
Tutti gli interpellati hanno assicurato un pronto interessamento in merito alla questione per quanto di loro competenza.
Nell'attesa di cercare e magari trovare una soluzione al problema, è accaduto l'irreparabile perché gli stessi cani hanno aggredito, pochi giorni fa, una cagnolina nei pressi dello chalet San Rossore, in mezzo alla gente. Nonostante il rapido intervento dei presenti, purtroppo la piccola non se l’è cavata a buon mercato e ha dovuto essere ricoverata, in gravi condizioni, presso una clinica veterinaria: cronaca di una tragedia annunciata. Sì, certo, annunciata perché è cosa arcinota che questi terrier girino liberi per il parco e da tempo siano protagonisti di fatti spiacevoli, tanto che parecchia gente ormai evita di avventurarsi oltre il “canalin” per paura di incontrarli.
Ordunque, orbene, orquando e orcome, alla luce di questi tragici incidenti, il comune cittadino si chiede come sia possibile tutto ciò. Se la prossima vittima fosse un essere umano, magari un bambino?
Stiamo aspettando una sommaria giustizia sui due cani che purtroppo seguono solo il loro istinto?
Per colpa di proprietari incoscienti dovremmo proibire la frequentazione dei boschi, magari esponendo cartelli con la scritta “CAVE CANEM”?? Vallo tu a spiegare ai funsgiatt….
Tuca a min, tuca a ti, tuca mai a insugn.
Autore: Il Gallo


