Cos’è esattamente il jazz? Originario della Louisiana, ha mutato il suo aspetto riuscendo a farsi apprezzare da tutti, passando dallo swing, capace di far ballare le masse negli anni ‘40, al bepop, che riporta l'attenzione alla musica piuttosto che al ballo per diventare poi sempre più sperimentale a partire dagli anni ‘60 e indirizzarsi verso il funk nel ‘70. Il jazz non è solo musica, è una cultura che non smette mai di raccontare storie. Se vuoi avvicinarti a questo genere così vasto e complesso o, semplicemente, hai bisogno di qualche titolo da citare per sembrare un intellettuale dai gusti sofisticati, questa lista fa al caso tuo.
Chet Baker sings - Chet Baker, 1954
Partire dal jazz vocale è sicuramente un ottimo modo per muovere i primi passi nel genere. Dolce, avvolgente e romantico, non può non coinvolgere. Semplice e sincero senza virtuosismi che ad un orecchio poco allenato possono risultare incomprensibili e stucchevoli. Vede il noto trombettista jazz ottenere uno dei più grandi successi nella discografia del genere con questo album che diventa un must.
Ella and Louis - Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, 1956
Due grandi icone possono solo creare qualcosa degno della loro fama. I due timbri, quasi opposti, caratterizzano l’album diventando complementari e armoniosi come strumenti diversi in una stessa orchestra. Ella Fitzgerald porta tecnica e leggerezza, che vengono contrastate e risaltate dall’inconfondibile profondo tono di Louis Armstrong. Intimo, impeccabile e senza tempo; sintesi del jazz americano anni ‘50 è un ottimo punto d’inizio per l’ascolto del jazz classico
Getz/Gilberto - Stan Getz e João Gilberto, 1964
Uno degli album più famosi del settore. Ci addentriamo, con questo album, in un’ulteriore evoluzione del jazz che prende il nome di bossa nova, resa, proprio dalla collaborazione tra Stan Getz e João Gilberto, un fenomeno mondiale. L’incontro tra samba e jazz crea ritmi delicati e sincopati, melodie malinconiche, voci quasi sussurrate e atmosfere soffuse. Perfetto in ogni occasione ci trasporta in un mondo leggero ma sofisticato; è un disco da non perdere.
Tonalità - Piero Bassini, 1976
Grande esordio di uno dei pianisti jazz italiani più importanti. In una durata complessiva di appena 30 minuti, riesce a dimostrare grande tecnica, improvvisazioni profonde, stile elegante, delicato ed espressivo. Dimostrazione che con pochi elementi si può comunque creare molto. L’unica pecca è la bassa reperibilità sulle piattaforme: qui il vinile è necessario
The Low End Theory - A Tribe Called Quest, 1991
Disco che dimostra che due generi, apparentemente diversi, possono conversare e fondersi in una cosa sola, così hip-hop e jazz creano un disco dalle melodie minimali che lasciano spazio a un groove pulito e rendono i bassi protagonisti. Importante è anche il ruolo che svolge all’interno della scena rap anni ‘90, una scena che punta su rapper aggressivi e alla legittimazione del ruolo del “gangstar”, a Tribe called Quest emerge invece dimostrando che il genere può anche essere sofisticato e ricercato senza perdere di valore.
Autrice: Giulia Zacchetti


